Coretest apparecchiatura elettromedicale

Chi siamo

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Coretest apparecchiatura elettromedicale
Carlo Poletto dottore

L’ideatore e lo sviluppatore di CORE test
è il dr. Carlo Poletto, medico attivo sul territorio del Trentino da più di 25 anni.

Il suo percorso ha inizio con la Laurea in Medicina e Chirurgia, per proseguire con una Laurea in Biologia Molecolare, un diploma di informatica e Master in psicofisiologia, laserterapia e Low-Dose Medicine.

Il suo obiettivo, negli studi e nella professione medica, è sempre stato quello di trovare ed approfondire il connubio tra medicina e biofisica, al fine di potenziare le possibilità terapeutiche nel pieno rispetto dell’equilibrio della persona in quanto essere al contempo fisico, mentale e spirituale.

Con la sua esperienza e soprattutto con il desiderio di essere efficace e innovativo, ha creato questa apparecchiatura elettromedicale innovativa e non invasiva, in grado di testare gli stati ossidativi e l’energetica degli organi in relazione alle patologie cronico-degenerative e alla loro evoluzione.

L’apparecchiatura hardware e software ideata è la summa delle sue ricerche e delle sue esperienze nella prassi medica.

Il desiderio è quello ora di condividere queste esperienze con altri colleghi, ai quali è destinata l’apparecchiatura, al fine di offrire anche al medico di medicina generale uno strumento efficace e sicuro che lo possa avvicinare a diagnostiche complementari non invasive iniziando un percorso che possa evidenziare tutti e tre gli elementi dei quali siamo espressione: corpo, mente e spirito.

Ideazione

Motivazione

In questi ultimi anni si è evidenziata la necessità sempre crescente, sia da parte del medico che del malato, di ottenere inquadramenti diagnostici sempre più raffinati e completi. La tecnologia in evoluzione continua permette di realizzare apparecchiature sempre più precise ed innovative che consentono di soddisfare la sete di conoscenza diagnostica. Parallelamente vediamo però che spesso esami strumentali molto efficaci mostrano stati del paziente in assoluta mancanza di evidenze diagnostiche precise: addirittura danno risultati del tutto negativi (= senza patologia), nonostante il paziente lamenti un disagio e sintomi che non si riesce ad inquadrare o assegnare, citando quindi in giudizio il solito vecchio stato di stress, l’ansia e alcune fasi ipocondriache. Il medico afferma che il paziente non ha nulla e il paziente riporta l’esatto contrario.

Apparecchiature quali TAC, RMN, PET, ECG, ecografi, esami bioumorali possono sbagliare o non essere così precise?

Niente di tutto questo: tali dispositivi sono tra i più avanzati apparecchi diagnostici strumentali del momento, se usati per quello che sono e per ciò a cui sono deputati. Ma allora il disagio avvertito a volte dal paziente come è verificabile con queste macchine? Sembra proprio che non sia possibile verificarne l’entità o l’esistenza e quindi tale disagio cadrebbe in un azzardato stato di somatizzazione del soggetto, che è un ovvio rifugio pseudo-diagnostico del medico frettoloso e superficiale. Se il medico adottasse la sua veste di ascolto ed accoglienza del malato, con l’integrazione di conoscenza riuscirebbe a percepire il grado di disagio sofferto dal proprio paziente, diventando consapevole che è giunta l’ora di varcare un limite che la dottrina scientifica tradizionale ha imposto per anni, la diagnostica complementare. Tale diagnostica non assurge al ruolo di sostitutiva, esclusiva o esaustiva, ma si affianca alla diagnostica tradizionale offrendo una diversa prospettiva patogenetica funzionale.

Tale diagnostica non assurge al ruolo di sostitutiva, esclusiva o esaustiva, ma si affianca alla diagnostica tradizionale offrendo una diversa prospettiva patogenetica funzionale.
Sperimentazione

Dal 1987 ho acquistato, usato, testato e valutato alcune di tali apparecchiature, trovando corrispondenze, ma anche punti deboli e alcuni punti oscuri.

Volendo offrire ai miei pazienti una professionalità elevata e di qualità, ho sempre cercato nella medicina integrata la via di espressione dell’essere medico verso il soggetto malato e la relazione con lo stesso. Dove la medicina tradizionale rallentava per limiti raggiunti, la conoscenza ampliata grazie all’integrazione di diagnosi e terapie, vedeva nuove velocità offrirsi al medico e al proprio paziente. La convinzione che solo la medicina integrata poteva superare i limiti posti dall’attuale scientificità, mi ha condotto ad allargare sempre più le mie vedute e le mie conoscenze nella prassi medica, nello studio, nell’aggiornamento, nel vivace confronto con i colleghi e nell’ascolto del paziente stesso. Negli anni a venire mi rendevo sempre più conto che, nonostante gli orizzonti ampliati dalla conoscenza e dall’utilizzo di tali apparecchiature, non avevo ancora trovato lo strumento ideale che mi affiancasse per chiarire i bisogni trascurati dalla mancata fine diagnostica esistente. Per diversi anni sono rimbalzato di acquisto in acquisto di svariate macchine, con l’intento di trovare quella che più si confacesse al mio stile di essere medico, ma senza mai provare quella sensazione gratificante interiore che mi facesse finalmente dire: “eccola.” Nel 2010 ho finalmente capito che la strada per una diagnostica complementare, così come la intendevo io, non era utilizzare più macchine possibili e di diversa estrazione, ma cercare di selezionare “quella” che mi avrebbe dato la migliore prospettiva funzionale. Guardandomi bene attorno, ho trovato alcune di queste macchine, ma c’erano dei difetti: a volte non si capiva bene cosa e come rilevassero i segnali, spesso contraddittori, non riproducibili o ripetibili ma soprattutto alcune di esse erano soggette a possibile interazione dell’operatore che ne poteva alterare il funzionamento nel corso dell’esame stesso. Non soddisfatto, ho convenuto che l’unica possibile soluzione sarebbe stata la realizzazione ex-novo di una tale apparecchiatura. La mia formazione, oltre alla laurea in Medicina e Chirurgia, vanta una seconda laurea magistrale in Biologia Molecolare, un Master in Psico-Fisiologia di Relazione, un diploma triennale in Informatica e Programmazione, nonché il mio forte interesse per le terapie complementari che pratico dal 1989 (omeopatia, cromoterapia e diagnostica Kirlian).

Core test ideato dal dottor Carlo Poletto
Progettazione

Ho quindi subito iniziato a progettare una apparecchiatura che mi potesse offrire ciò che avevo sempre cercato scegliendo di non avvalermi di “tecnici intermediari” proprio perché sono medico e so capire ciò che mi serve e come tradurlo in linguaggio informatico direttamente senza ulteriori passaggi o interposte persone – ogni passaggio di terze persone genera errori. In quattro anni di impegno e studio sono arrivato a creare ciò che mi ero prefissato: una apparecchiatura elettromedicale versatile, diagnostica, innovativa, non invasiva, sicura, riproducibile e in grado di offrire prospettive avanzate senza la possibilità che l’operatore medico potesse “alterarne” il funzionamento.

CORE test: ecco l'idea concretizzata, creata, testata, brevettata, certificata e registrata al Ministero della Salute.

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